domenica 2 novembre 2008

Bozza di copertina del secondo libro 
su Luigi Baccino con due disegni
di Carlo Leone Gallo eseguiti 
all'Accademia Albertina di Torino
nel 1893-94.





Caro Bruno,
intanto auguri per l'arrivo del nipotino, per te sarà
un'esperienza bellissima, che ti invidio (...)

La copertina del tuo libro mi sembra sobria ed efficace,
in quel bianco e nero che sa si esotismo, sofferenze e passione. Incuriosisce e attira.
Auguri per l'imminente uscita e, naturalmente, anche di buone feste! Sentiamoci...
Alfonso Lentini

Copertina del primo libro su Luigi Baccino pubblicato dal GRIFL nel marzo 2009. La foto di copertina è tratta dal dipinto che Felice Serono fece a Baccino nel 1887.


Il plico nascosto

Sulla facciata del “palazzo rosso” in via Gaspare Buffa al numero 6 (ma il numero non c'è), vi è uno stemma in pietra arenaria, capovolto: è un segnale, è il punto centrale di una “rosa geografica” che si sovrappone alla topografia reale. (...)





Entrando nell’atrio, vicino alla scala di ingresso, vi è una fessura che attirò la mia attenzione e che diede il via alla ricerca.
Mi avvicinai attratto da quello che intravvidi in una fessura del muro e da vicino scorsi che c’erano dei fogli incastrati e ripiegati. Con delicatezza estrassi quel plico impolverato che potei meglio esaminare grazie alla luce dell’androne che entrava dalla finestra a grata sopra il pianerottolo, notai che vi erano delle pagine strappate da una pubblicazione.
Sulle pagine vi erano macchie color seppia che sembravano d’inchiostro e velature ingiallite dal tempo che nascondevano gran parte del testo.

Vi erano anche illustrazioni e notai con interesse una cartina geografica di Cairo, come lessi nel titolo: “Piano in misura dell’accampamento al Cayro” che avevo già visto da qualche parte.
Era del periodo napoleonico e riportava alcune località note ancora oggi. Una fascia centrale a forma di serpente era il fiume Bormida che lambisce il centro storico del paese e poi era indicata la via che lo attraversa e prosegue. Dopo il ponte sul fiume era scritto “strada della Rocchetta”. In tre punti esterni sono collocate e segnate le chiese di San Donato, quella di Santa Maria Maddalena e quella di San Francesco di Sales, nei pressi di cascina Vesima.

Sotto vi era l’indice ed elencati otto punti con un N.B (nota bene):“5 Battaglioni della Brigata di Saluzzo erano accampati avanti le Carcare”; sotto vie era disegnata la scala lineare in trabucchi per rilevare le distanze.

Guardai la cartina e dimenticai tutto il resto, poi aprii anche gli altri fogli e sul primo vidi che alcune righe mi sembravano leggibili; mi parve di riconoscere qualche parole ma non riuscii a decifrare nulla.

(Bruno Chiarlone - manoscritto per il Libro su Luigi Baccino)


LETTERA DI CESARE ABBA
Brescia, 6 luglio 1895

Caro Luigi Baccino,
come vedi ti scrivo a Lisbona perché il tuo procuratore generale Giacomo Queirolo mi fece sapere che ti eri stabilito nella bellissima città lusitana, la quale è stata da tempo luogo di tuoi buoni commerci con le Americhe.

Ti cercò mio nipote Tasca, prima a Cairo poi a Genova; mi fece sapere quanto gli era stato detto e anche a me sembrò curiosa questa novità che te ne andavi in Portogallo... Ma le sorprese non finiscono mai, la nostra vita, caro Luigi ne è stata piena.
Dopo le vicende del tuo processo a Genova, certamente vinto con ragione, le cronache dei giornali fecero molto discutere in Val Bormida e in Riviera, poi la tua partenza improvvisa ci ha lasciati di stucco.


Sai Luigi che ti hanno cercato anche i Regi Carabinieri di Cairo e l’Ambasciata italiana a Lisbona?
Tutti i tuoi amici hanno pensato male: temevamo che qualcuno ti avesse fatto del male, per invidia e per denaro...
Per il tuo denaro, che peraltro non hai mai negato a nessuno e ora lo lasciati ai bambini di Cairo, con il tuo Asilo Infantile Luigi Baccino, come si seppe bene dal tuo testamento del 1891!
Il motivo di questa lettera, non volermene, è di natura commerciale, ma non per me: mio nipote Tasca di Carcare è innamorato di una giovane cairese e presto si sposeranno.
Vorrebbero acquistare la tua casa del Ghetto e mi hanno pregato di chiederti, siccome da tempo non è più abitata da te, se vorresti venderla per il loro nido d'amore.
Come saprai, sono sempre a Brescia e da anni non vado più a Cairo, ma sovente mi occupo di faccende che riguardano il nostro paese natale... Sempre per fare qualche favore ad un amico o ad un parente che me lo chiede.
Ora ti lascio, aspetto con fiducia e speranza, una tua risposta e fin d’ora ti ringrazio da amico.


P.s. Puoi scrivermi alla scuola dove insegno: Istituto tecnico N. Tartaglia, Brescia